Tra cinque anni non ricorderemo quanti gol ha segnato. Ricorderemo chi è diventato.
Ci sono fotografie che, nel calcio giovanile, sembrano tutte uguali. Un bambino con la maglia un po’ troppo grande. Le scarpe nuove. Il pallone stretto tra le mani. Un campo che, visto dai suoi occhi, sembra enorme. Un genitore dietro la rete. Un allenatore che lo chiama per nome. E quella miscela di emozione, paura…

